Senza categoria

Ho iniziato il nuovo anno mangiando il ragù di dromedario!

foto scattata da Arianna Signorini. Non ci sono filtri… siamo così al naturale

Dopo tre giorni a Napoli, bisognava tornare alla realtà, alla nostra nuova realtà.

Vincenzo, mi aveva già detto, che avremmo dovuto passare gli ultimi giorni dell’anno al Cairo, perché avendo da poco preso posizione, aveva bisogno di lavorare il più possibile.

Io non ho battuto ciglio… lo conosco e so che non mi trascinerebbe mai in un posto per farmi un dispetto!

Arrivati all’aeroporto al Cairo, siamo stati prelevati da Waleed, che ci accompagna solitamente fino all’uscita dell’aeroporto, per aiutarci a sbrigare tutte le pratiche.

Finalmente potevo godermi il momento tanto atteso. Stavo per trovarmi di fronte al rullo dei bagagli e prendere il mio. Questo è il momento in cui ritorno ad essere una bambina, e aspetto con trepidazione di vedere arrivare la mia valigia ed esultare per averla ricevuta prima di tutti. Inizio una sfida personale con tutti gli altri passeggeri, ignari di stare competendo con me in quell’instante.

Ma Waleed, ha pensato che il mio gioco non fosse divertente e chiese gentilmente a Vincenzo di farmi sedere, perché non è corretto che una donna aspetti la valigia in piedi. Mio marito, pur apparendo molto dispiaciuto, mi fece segno di accomodarmi in panchina. La signora seduta al mio fianco, mi chiese in arabo se avessi voluto limare le unghie. Lei stava già limando le sue e aveva una doppia lametta. La fulminai con lo sguardo e lei fece una smorfia contro la mia emancipazione.

“E no! Questo proprio non me lo dovevi fare! “

Lo pensai ma non dissi nulla. Dio vede e provvederà per me.

Solo 5 valigie uscite dal rullo e Vincenzo mi chiese quale fosse la mia. Mi rivolsi a lui, guardandolo con occhi sfidanti e gli feci segnale di chiedere a Waleed, di trovare la mia valigia senza il mio aiuto. Mi ha voluto in panchina e adesso che riuscisse a sbrigarsela da solo.

Vincenzo stanco di questa mia inutile protesta, mi esortò a raggiungerlo e comportarmi come una persona matura. Presa la valigia, fine della storia.

L’impatto all’esterno dell’aeroporto non è stato terribile come la prima volta . Tra le altre cose finalmente avrei avuto le chiavi del nostro nuovo appartamento. Questo ha ovviamente aumentato la mia propensione al Cairo.

Il 31 Dicembre, finalmente ci consegnarono la nostra nuova casa.

L’appartamento è sempre bianco, ma parte dell’arredamento è colorato, con qualche abbinamento di dubbio gusto imposto dalla proprietaria. A me stava bene un divano grigio ma lei voleva a tutti i costi un secondo colore da abbinare. E quindi ora ho tre divani, due grigi e uno blu, che non userò.

Alle 6 del pomeriggio del 31, Vincenzo era già pronto per festeggiare il nuovo anno. Mi prese la mano e mi disse che come tradizione dovevamo scendere e andare in qualche locale e brindare.

Gli provai a spiegare che eravamo al Cairo e che se ancora non se ne fosse accorto, qui non sono famosissimi per brindare… gli manca proprio la materia prima, l’alcool! Poi mi aveva fatto svegliare alle 6 del mattino, il giorno prima, per fare la scorta di alcolici. Ma come dimentica questi dettagli in così poco tempo?

Era così felice di andare a festeggiare il capodanno, che mi vestì di fretta per dirigerci al Four Season… in un hotel, sono costretti a fare qualcosa!

Durante la mia vacanza a Palermo, mia madre e mia zia mi avevano cazziato per la mia attitudine mostrata al Cairo. Le loro parole erano ” Se Vincenzo, sa che non sei felice al Cairo, si rattrista. Tu devi dire sempre che è tutto bello e molto interessante. Anche quando in cuor tuo sai che non è così. Gli anni passano in fretta, e non puoi vivere pensando che quel posto sia brutto. Quindi coraggio e da ora in poi si dice che sarà tutto troppo bello e troppo interessante”.

Arrivati in albergo, eravamo solo io, Vincenzo e una cantante che cantava musica latina. Vincenzo non sapeva se fosse meglio andare via o restare, ma io esordì con un ” che bello!!Amore, guarda quell’angolo, hanno fatto l’albero di Natale… che cosa interessante!”.

Mi guardò e sorrise… credo che ancora oggi non si spieghi cosa ci trovassi di così bello, ma adesso lo scoprirà leggendo il blog. Nulla! nulla era bello o interessante, ma in quel momento saremmo stati felici pensandolo… o così mi ha detto mia madre.

Passammo il veglione con i nostri nuovi amici a casa di un giornalista inviato al Cairo.

Ho provato tutta la sera a convincere il giornalista a farmi diventare famosa. Mi chiedeva cosa fossi in grado di fare, e gli dissi che sicuramente non ero coordinata, non sapevo ballare, non sono sportiva, ma sono storta. Essere storta sarà pur un pregio da qualche parte del mondo. Gli dissi che avevo iniziato a scrivere un blog e mi rispose che sicuramente non aveva sentito parlare di me e io risposi che proprio per questo un’intervista mi avrebbe reso ” la Giugiù nazional popolare” e che entrambi ne avremmo potuto trarre qualche vantaggio.

Da capodanno non l’abbiamo mai più sentito… sarà il caso?

Mangiammo il ragù di dromedario, che non è un cammello, caso contrario avrebbe due gobbe ( faccio la figa, ma ho scoperto la differenza da pochi giorni). Se ve lo state chiedendo, e sono sicura che lo state facendo, il sapore del ragù è leggermente più dolce. Il sapore del nostro ragù è deciso, quello del dromedario debole, come se vi foste dimenticati di mettere il sale. Dato che il dromedario ha la carne dura, non ricordo il perché ma potete usare google, dato che ancora non mi sono specializzata in macelleria, lo devono frullare tantissimo per essere mangiabile.

E poi passammo la serata a parlare del più e del meno.

Ho ovviamente posto tutte le domande possibili sul Cairo al giornalista. Questo sarà un altro dei motivi per cui è sparito.

E mentre stavamo parlando, guardai Vincenzo e gli dissi: Auguriii, felice anno nuovo!

Vincenzo mi guardò come se fossi pazza… non ci sono stati i fuochi d’artificio a segnalare l’inizio del nuovo anno, e per lui non poteva essere scattata la mezzanotte.

Provate voi a spiegare ad un Napoletano che non sentirà neppure un botto la notte del veglione. Una missione impossibile. Io gli dissi che lo trovavo molto bello e interessante per tutti gli animali. Al Cairo, un animale non avrà paura.

Mi chiese come avessi capito che fosse scattata la mezzanotte e io gli feci notare il messaggio di auguri inviato da sua madre. Ha scritto buon 2019 e sono le 00:00.

Brindato con i nuovi amici ad un anno migliore, pieno di prosperità, figli maschi e nuove opportunità mi resi conto che mio marito era sparito.

Lo trovai seduto sul divano, collegato a YouTube a guardare i video del capodanno dell’anno scorso a Napoli. Ad ogni botto corrispondeva un sorriso e lì ho capito che il prossimo anno saremo sicuramente da un’altra parte del mondo, ma non in un posto in cui non sono in grado di segnalare con i fuochi l’inizio di un nuovo e fantastico 2020.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...