Leggere è un Hobby?

“Hai un hobby? Si, leggo.”

Mi immedesimo nella storia.

Sfoglio le pagine con massima attenzione, e percepisco il loro profumo.

Pur essendo tecnologica, non potrei mai leggere un libro su Kindle. Perderei, a mio avviso, il 50% dei benefici nel tenerlo tra le mani.

Il mio amore per i libri è nato col tempo, inizialmente come una costrizione.

A sette anni, mia nonna mi teneva incastrata tra la sedia e il tavolo per farmi leggere.

Mi imponeva di leggere qualsiasi articolo e poi ero costretta a fare un riassunto.

Piano piano l’imposizione divenne un hobby e così per Natale all’età di dieci anni chiesi a mio zio di regalarmi dei libri, i racconti di Italo Calvino .

I primi libri comprati con i miei soldi furono quelli scritti da Sveva Casati. La sua scrittura era semplice. Libri incentrati sulle storie di donne difficili, pragmatiche, squilibrate e a volte semplici, che affrontavano i problemi con cazzimma e riuscivano sempre a trovare una via di fuga.

Ad un certo punto decisi che Sveva Casati fosse eccessivamente femminista.

Iniziai a leggere libri di mafia.

Da buona siciliana, avevo voglia di conoscere quell’argomento in tutte le sue sfaccettature. Pensavo che chi proviene dalla mia isola, sia obbligato a conoscere quello che è accaduto. Era un modo per rendere giustizia a tutti coloro che avevano lottato per la mia terra. Conoscere i nomi dei mafiosi, mi dava la possibilità di schifarli pubblicamente durante le conversazioni con gli amici, e dall’altra parte onoravo la memoria non soltanto di Falcone e Borsellino ma, anche di coloro che avevano vissuto per salvare i Siciliani da quella associazione di sfigati.

Presi la laurea in Mafia quando comprai l’ultimo libro dedicato all’argomento, Trent’anni di mafia di Saverio Lodato. 

Avevo letto tutto quello che era valsa la pena di leggere sull’argomento.

Così un giorno in libreria, mentre sfogliavo diversi libri, tentando di innamorami nuovamente di un autore, ne trovai due, che ancora oggi rimangono tra i miei preferiti. Jeffrey Deaver e Michael Connelly.

Sono due autori famosi. Il primo lo conoscete sicuramente se avete visto il film Il collezionista di ossa. Se il film vi è piaciuto, il libro è un capolavoro.

Il secondo è invece l’autore di Hieronymus Bosch, meglio conosciuto come Harry Bosch.

Entrambi gli autori, sono così bravi nel descrivere i protagonisti, i contesti, e le scene, che finisci per credere di essere parte integrante della storia. Entri nel mondo dell’orrore e ne rimani intrappolato fino all’ultima pagina. Una volta su un treno stavo leggendo uno dei libri di Jeffrey Deaver, in cui l’assassino era un capotreno. Quando dovetti scendere e si avvicinò il capotreno scappai come una ladra. Solo dopo aver corso per 2 minuti lontana dai binari, mi resi conto che ero completamente impazzita.

Se doveste chiedermi, chi tra i due autori apprezzo maggiormente, sarebbe una bella lotta. Perché li adoro entrambi.

Così mentre stavo per imbarcarmi per il volo diretto al Cairo, vidi due libri di Deaver e Connelly, che non avevo ancora letto.

Per incrementare il mio vocabolario in inglese avevo deciso di prediligere libri in inglese. L’unica difficoltà è che nei thriller, alcune parole sono molto tecniche e se non le conosci, ti ritrovi a dover leggere con un vocabolario al fianco. Per questo motivo, avevo abbandonato quel tipo di libri, prediligendo romanzi.

Il libro L’ultimo giro della morte di Michael Connelly, racconta di Renèe Ballard, una giovane investigatrice, passata dal dipartimento della squadra degli Omicidi a quello del turno di notte. Aveva subito il demansionamento per aver accusato il tenente delle Omicidi di avere abusato di lei. Durante il suo usuale turno, le viene richiesto di recarsi in ospedale per poter raccogliere una possibile testimonianza di una cameriera aspirante attrice, freddata assieme ad altre quattro persone. Ballard troverà la cameriera morta, ma riuscirà a raccogliere la testimonianza di un ulteriore testimone dell’omicidio avvenuto nel pub. Da quel momento in poi inizia la parte investigativa, che ovviamente non vi racconterò.

Come tutti i protagonisti dei libri di Connelly, anche la Ballard ha un passato burrascoso e reagisce con impulso.

Ovviamente Ballard riuscirà a trovare l’assassino, ma come in tutti i libri di Connelly, il finale è sorprendente. Tutto quello che hai capito fino a quel momento, vacilla verso le ultime pagine e finisce per crollare completamente alla fine.

Questa è la vera arte di Michael Connelly, lasciarti con la bocca aperta fino alla fine. L’effetto sorpresa è la parte che mi incinta a leggere i suoi libri. Ho imparato a leggere i suoi libri senza fare più congetture, perché tanto finisco per incazzarmi per non avere capito nulla.

Prima di posare il libro sullo scaffale, ho scritto sulla prima pagina la data di inizio e fine lettura. Non chiedetemi perché lo faccio, forse è un modo per testimoniare che anche quel libro è passato tra le mie mani.

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