Ma quanto è difficile imparare l’Egiziano??

Dicono che i bambini riescono ad imparare facilmente a parlare un’altra lingua, perché sono delle spugne che assorbono continuamente.

Io sono sempre stata un’eccezione a questa regola.

Quando avevo 7 anni e subivo ore di lezione di inglese, tornavo a casa con il vuoto cosmico in testa.

Da quando mi sono trasferita in Egitto, ho deciso che avrei voluto imparare a parlare l’egiziano.

La motivazione principale è che avendo tempo a disposizione, ho deciso di investire su me stessa, imparando una lingua fuori dal comune. Una persona che parla l’arabo ha sempre una marcia in più.

Attenzione: la lingua araba parlata nei vari paesi arabi è completamente diversa da un posto all’altro. Ma l’arabo moderno al-fuṣḥā è parlato da tutti.

L’Egiziano è un dialetto compreso da tutto il mondo arabo perché è la lingua parlata nel mondo del cinema.

La seconda motivazione è stata dettata da un profondo rispetto che provo per le altre culture.

Quando ti trasferisci in un paese estero, devi in qualche modo cercare di adeguarti, aggiustare la tua vita in quel paese. 

Fare lo sforzo di imparare la loro lingua, è il mio modo per portare rispetto. Il sottotitolo del mio sforzo è ” sto imparando i tuoi suoni, perché è giusto che sia così. Io mi adatto a te, ti rispetto e tu devi rispettare me.”

Ma veniamo a noi. Quanto è difficile questa lingua?

Gli arabi usano tutte le possibili combinazioni di suoni che una persona umana possa emettere, anche quelli che per noi risultano volgari.

Per quasi tutte le parole esiste una versione per intraprendere un dialogo con una donna e una per gli uomini. Il che ovviamente complica la situazione ulteriormente.

Un esempio pratico è:

chiedere Come stai? se vi rivolgete ad una donna sarà Ezzayyek ( si pronuncia ezzaiek ? ) ma se vi state rivolgendo ad un uomo diventa Ezzayyak ? ( si pronuncia ezzaiak ?).

Lo stesso vale se chiedete il nome di una persona. Se vi state rivolgendo ad una donna direte Esmek eeh? ( si pronuncia esmek e?) ma se il vostro interlocutore è un uomo, direte Esmak eeh? ( si pronuncia esmak e?)

Ma se voleste dire il vostro nome:  ana esmii Giuliana ( si pronuncia ana esmi) . Questo rimarrà invariato, sia per gli uomini che per le donne.

Quando il professore ha detto che non c’era differenza nel dire il mio nome è tra uomo e donna, il cuore mi si è riempito di gioia.

Inizialmente il gioco sembra semplice, fino a quando capirete che tutte le parole devono essere adattate al vostro interlocutore, e diventerà stressante pure pensare di iniziare una conversazione.

Ma ho deciso che devo imparare a parlare la lingua del posto bene, senza se e senza ma. Per questo motivo, quando ne ho la possibilità, lo parlo.

La reazione degli Egiziani è esilarante. Molti mi rispondono in Inglese e mi danno il cinque. Alcuni mi rispondono nella loro lingua e mi sorridono.

In entrambi i casi si complimentano.

E io capisco di stare centrando l’obiettivo.

Un altro modo per riuscire a ricordarmi le parole o le frasi è insegnare a Vincenzo quello che imparo a lezione. Non avendo molto tempo a disposizione, tento di aiutarlo a capire cosa dicono le persone attorno a lui.

Ieri gli ripetevo: Che ore sono? Be kaam? ( si pronuncia Bi chem?).

Lui che si sforza come un bradipo in tangenziale, ha urlato: le 9. Sono le 9 di seraaaa. Non chiederlo più!

Ergo, la seconda opzione tento di usarla il meno possibile, onde evitare una faida familiare.

Frequento la classe due volte alla settimana, la domenica ( el Hadd e si pronuncia el had) e il martedì ( el talaat e si pronuncia el talet) . La domenica è un giorno lavorativo a cui ancora fatico ad abituarmi. In ogni caso le lezioni si svolgono in un’ora e mezza. Appena finisce la lezione, scappo letteralmente a casa, a riscrivere tutto quello che ho imparato.

Dopo 5 lezioni ho riempito due quadernoni di parole, sia per ricordarmi come si scrivono, sia per imparare a pronunciarle bene.

La parte peggiore della storia è che la prima parte del corso si chiama sopravvivenza. In questo momento le lettere egiziane sono state convertite nelle nostre per aiutarci a capire meglio la lezione. Il vero traguardo sarà riuscire a mantenere l’impegno anche quando si passerà al decriptare i segni da loro usati.

In quel momento capirò se mi conviene trovare un’altra forma di rispetto per farmi perdonare dagli Egiziani.

Ma∑assalaama ( si pronuncia mahassalema) e significa arrivederci.


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