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Feen Giuliana? Ana hena

E da un po’ che non scrivo, più che altro perché pensavo di non avere nulla da raccontare.

Leggendo gli altri post ho notato di quanto mi fossi lamentata del Cairo, e forse la motivazione che mi spinge a non scrivere ultimamente è che ho poco di cui lamentarmi.

Eccetto che in realtà sono rimasta chiusa più di una volta fuori in balcone, ma non l’ho condiviso per vergogna.

Ebbene sì, perché basta soltanto un poco di normalità per renderti serena anche nel buco del culo del mondo ( scusate il francesismo, ma si dice proprio così).

Sto iniziando a fare nuove amicizie, conosco persone nuove, persone che sono già qui al Cairo da un po’ di tempo e altre che invece si devono ancore trasferire e si trovano in missione.

Ho la mia schedula settimanale.

Il lunedì e il Mercoledì vado in palestra. Sono caduta in questa trappola e per la prima volta mi sono ritrovata a fare pesi usando anche i polpacci. Dato che il 90% dei miei muscoli sono dormienti, tra un esercizio e l’altro faccio diverse pause, che sono di poco gradimento al personal trainer. Mi urla in Arabo, in Inglese, e dice “vaffanculo” in Italiano per stimolarmi. Almeno lui crede di stimolarmi mentre io continuo a fare le mie pause.

Il personal trainer ha capito che io sono molto pigra e non mi lascia neppure un secondo interagire con gli attrezzi da sola. Tutto questo soltanto perché quando devo fare le ripetizioni, mi capita di contare da 1 a 15 in modo poco convenzionale… conto solo i numeri dispari e finisco prima.

I risultati non sono arrivati come speravo.

In realtà la causa principale credo possa essere attribuita ai chili di cioccolato che continuo a mangiare di nascosto a mio marito e adesso anche al personal trainer. Che vita triste!

La domenica e il martedì vado a lezione di arabo. Sto cercando di corrompere il professore a farmi seguire privatamente invece che dalla struttura, per pagare di meno. Gli Egiziani sono famosi per negoziare e io da buona Siciliana sono famosa per essere furba. In ogni caso sto imparando l’Egiziano con qualche momento di cedimento perché alcune parole sono e rimarranno impronunziabili. Sentite, io non riuscirò mai ad alitare in faccia a qualcuno per dire una parola, e non riuscirò mai a similare il catarro per fargli capire cosa voglio dire. Pazienza, non imparerò a parlare la lingua bene ma avrò sempre la sensazione di essere educata di fronte agli estranei. Uno dei problemi più grandi è che uno dei bawab ( una specie di portiere del condominio) crede che io sappia parlare in Egiziano, solo perché dopo 10 lezioni sono in grado di rispondere tamaam ( eccellente) quando mi chiede come sto.

Il giovedì vado a comprare il pane con le Italiane al CSA. In realtà al centro per gli espatriati il giovedì trovi un mercatino molto carino in cui puoi comprare verdure, olio, uova, e anche il famoso pane che mi fa sentire tanto Bella della Bella e la bestia .

Al momento continuo a soffrire di nostalgia per la mancanza delle mie amiche “Americane” ma prima o poi le sostituirò con quelle “Egiziane”.

Il weekend qui inizia il venerdì e termina il sabato.

Tutte hanno il proprio marito a casa, eccetto io. Il venerdì mi dedico a me stessa… vado dal parrucchiere, mi permetto la manicure e la pedicure senza però fargli toccare le parti del corpo con i loro strumenti perché rischierei di essere contagiata da qualsiasi malattia dato che per loro la sterilizzazione non esiste.

Il sabato è l’unico giorno in cui mio marito effettivamente resta con me… ma cerca di portarmi in palestra. Per cui preferirei che andasse a lavorare!!!

Ad ogni modo, superato lo stress di avere un marito sportivo, ci incamminiamo per le vie del Cairo, cercando di scovare posti incredibili e irresistibili che non si palesano mai come tali. Ma noi ci mettiamo di buona volontà e cerchiamo di far si che questo Cairo possa iniziare ad essere affascinante. Ci riusciremo.

P.S. continuo ad essere sempre io quella che cucina in casa, perché mio marito non ne vuole sapere nulla. Ho cercato di rendere i piatti immangiabili più e più volte ma purtroppo lui continua a far finta di nulla, e finge che sia tutto buono. Il problema è la costanza… dopo un po’ anche io sento l’esigenza di poter ingurgitare qualcosa senza avere l’istinto di andare a vomitare. Per cui, capita di rado che riesco a cucinare qualcosa che possa essere definito buono. Il che incoraggia mio marito a lasciarmi davanti ai fornelli.


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