#egitto, #libri #cultura

L’amica geniale di Elena Ferrante

– Giuli sbrigati che perdiamo l’aereo.

– Non mi interessa, non ho ancora comprato il libro.

Mi aggiravo come una iena all’interno del negozio in aeroporto, armata del mio trolley lilla e la borsa al braccio più grossa del trolley.

Quando ritorno dall’ Italia, penso sempre che non avrò libri a sufficienza per poter sopravvivere all’estero.

Ovviamente al Cairo, si trovano i libri in inglese, ma metti che proprio quel giorno ne voglio leggere uno in Italiano e non ne ho a disposizione?

Dovevo decidere quale libro comprare, fidandomi della copertina.

E lì commisi l’errore.

Ho comprato il libro della Ferrante, l’amica geniale. Basandomi esclusivamente sul giudizio altrui… la scrittrice dell’anno!

In pochi minuti dovevo comprare o lasciare. Ho deciso di comprare.

Tornata al Cairo, ho iniziato a leggere il libro. Già dalle prime pagine, ho avvertito una strana sensazione di non piacevolezza ma sono andata avanti…

Se inizio un libro lo devo anche portare a termine.

Ho letto il volume uno in 2 giorni e mi sono accorta che per conoscere il finale sarei dovuta ricorrere al volume 2, poi al volume 3 e infine al 4.

In buona sostanza ho letto i 4 volumi in 7 giorni.

Penserete che mi sia piaciuto… e invece no! E vi spiego i motivi, tralasciando un riassunto dei libri dato che, sono estremamente convinta che per la banalità della storia, anche un solo accenno, vi farebbe capire l’intera trama.

1) l’autrice, Elena Ferrante ( il suo nome è un altro, ma non cambia le sorti del mio articolo) si dilunga su tutto e su niente. Riempie le pagine di parole ma quelle parole sono vuote di sostanza.

2) il rapporto tra le protagoniste, può essere risolto in unico volume. Il ritratto delle due donne nei 4 volumi diventa a tratti noioso e ripetitivo.

3) nei 4 volumi, l’autrice contestualizza il racconto in periodi storici reali, che se approfonditi, avrebbero potuto restituire un minimo di cultura. Ma l’autrice evoca i periodi di nome ma non di fatto.

4) un libro qualunquista, in cui il finale lascia l’amaro in bocca. La narrazione è così lunga che finisce per non lasciarti nulla. Ho chiuso il quarto volume, senza che avessi capito perché ne avessi letto altri tre in precedenza.

Io ho la malsana abitudine di sottolineare o mettere un segnalino per evidenziare le frasi che hanno catturato la mia attenzione. Ebbene in 4 volumi ho evidenziato le seguenti parole / frasi:

– dal volume 3 “era una donna opaca”

– dal volume 4 il dialogo : “non ha mai pianto una lacrima” ” le lacrime non sono il dolore” “sì, ma senza le lacrime chi ti assicura che il dolore c’è ”

Per onestà intellettuale, vi scrivo, di aver commesso l’errore umano di leggere quattro volumi in una settimana ma vi posso assicurare che se il libro fosse stato bello, l’avrei potuto leggere in tempi più brevi.

Questo è uno di quei casi, in cui il libro ha subito la fama del film, che non solo non ho visto ma desisterò dal farlo.

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3 pensieri riguardo “L’amica geniale di Elena Ferrante”

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