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La follia di Patrick McGrath

Io leggo spesso libri in cui almeno nelle prime tre pagine, qualcuno deve essere brutalmente ucciso.

Iniziando a leggere il libro la Follia, per un attimo ho provato smarrimento, pensando che quel libro fosse realmente un filo conduttore tra il lettore e la follia pura.

Ti immergi immediatamente nelle pagine pensando che le parole scritte siano frutto di qualche pensiero oscuro.

La storia è incentrata sull’ amore di diversi uomini nei confronti di un’unica donna, Stella.

Stella è una donna elegante, ironica, bella ma annoiata dalla vita coniugale. Una donna astuta, brillante, non opaca.

Suo marito Max, è uno psichiatra rigoroso, aspirante al posto di direttore di un manicomio.

L’autore non descrive i personaggi maschili nella loro profondità se non attraversandoli sfruttando i sentimenti di Stella.

La meticolosità, la commiserazione, la superficialità della vita coniugale da parte di Max, il marito di Stella, è percepita dalla ricerca della moglie, nel ritrovarsi a flirtare con un altro uomo.

Stella, ritrova uno spiraglio di felicità nel vivere un rapporto di amore con Edgar, paziente della struttura.

Edgar, si è reso responsabile della morte brutale della ex moglie. Ha ucciso la donna, smembrando il suo corpo.

La motivazione dell’omicidio è dettata da una convinzione di Edgar, nell’essere stato più volte tradito, pur non avendo a suo favore alcuna prova.

Un amore assassino, pieno di ansia, ossessivo.

A tratti si avrà la percezione che Edgar, abbia avuto ragione nel ritenere la moglie una fedifraga.

Mi spinge a pensarlo dato che in un passaggio del libro ad Edgar verrà detto che Stella, dopo la loro relazione, è in procinto di sposarsi con un altro uomo, ma non l’accuserà di essere una prostituta come la moglie , ma come un animale in pieno calore. E come se a parità di comportamento, Edgar riuscisse a distinguere i diversi atteggiamenti.

Un altro protagonista del libro è Peter, lo psicologo.

E proprio attraverso Peter, che il lettore conoscerà i dettagli della vita di Stella. Li racconta, li plasma, tenta di spiegare la dietrologia delle azioni della donna.

Non spiegando le motivazioni che mi conducono a esprimere questa opinione, perché rovinerebbe la lettura a chi volesse leggere il libro, ho odiato Stella.

Ho odiato Stella, perché è una madre che ha anteposto se stessa al proprio figlio.

Sono sempre a favore di chi, è in grado di andare avanti con coraggio nelle proprie azioni, ma non di accettare che una donna sia in grado di mettere da parte un figlio.

Lo psichiatra Peter e Max, il marito di Stella, sono risultati ai miei occhi, due uomini deboli, fragili, ma sopratutto arroganti nel ritenere Stella plasmabile ai loro occhi. Si ha l’impressione che i loro studi, la loro posizione, li metta in una posizione di superiorità rispetto alla donna.

Edgar invece mi spinge a sentimenti contrastanti. Da un lato, l’essersi macchiato di un omicidio così efferato, lo rende sporco, brutale, cattivo. Dall’altro punto di vista è un uomo capace di incubare un sentimento vero, vivo, capace di leggere i sentimenti di una donna.

Le frasi che mi hanno maggiormente colpita:

– le donne romantiche, riflettei: non pensano mai al male che fanno in quella forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.

– Se ci pensi, quand’è che cominciamo a fare le distinzioni tra quel che è giusto e quel che è sbagliato? Quando qualcosa ci ferisce o minaccia di farlo.

Da leggere? Assolutamente sì!!!! 👌

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